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Perché donare invece di gettare? Offri una seconda vita ai tuoi oggetti

Un cartone di vestiti per bambini troppo piccoli, un microonde che funziona ancora, tre sedie spaiate in garage: conosciamo tutti quel momento in cui…

Femme déposant des vêtements pliés dans une boîte de dons étiquetée À donner dans un intérieur chaleureux et naturel

Un cartone di vestiti per bambini troppo piccoli, un microonde che funziona ancora, tre sedie spaiate in garage: conosciamo tutti quel momento in cui si esita tra la discarica e “vedremo più tardi”. Il riflesso di buttare sembra più semplice, ma ignora una realtà concreta. Questi oggetti ancora funzionanti possono servire a qualcun altro, ridurre la pressione sulle filiere di trattamento dei rifiuti e limitare l’estrazione di nuove risorse.

Ciò che accade realmente agli oggetti depositati in una risorsa

Si immagina spesso che tutto ciò che si deposita in una risorsa o in un centro di riciclo verrà rimesso in vendita. I dati 2022 della Rete nazionale delle risorse e dei centri di riciclo mostrano un quadro più sfumato: il 94% degli oggetti raccolti è stato valorizzato, ma solo il 44% tramite riuso. Il resto va verso il riciclo materiale o altre filiere.

Questa discrepanza si spiega con lo stato delle donazioni. Un tostapane con il cavo tagliato, un divano macchiato al punto da essere insalubre o un giocattolo rotto non troveranno acquirenti. Richiederanno tempo di selezione, trasporto e spazio di stoccaggio prima di essere reindirizzati.

Affinché la donazione abbia un effetto concreto, è necessario applicare un filtro semplice: l’oggetto funziona? Qualcuno lo utilizzerebbe nelle condizioni attuali? Se la risposta è sì, il gesto di donare invece di buttare ha tutto il suo senso. Se la risposta è no, è meglio orientare l’oggetto verso la giusta filiera di selezione o riciclo.

Due uomini che consegnano oggetti usati a un volontario davanti a un punto di raccolta associativo in ambiente urbano

Textile donato in Francia: la selezione che fa la differenza

Il caso dei vestiti illustra bene il problema. Si svuota un armadio, si riempie un sacco, lo si deposita in un punto di raccolta pensando che tutto sarà redistribuito. Nel 2024, secondo un’analisi riportata dall’Istituto nazionale dell’economia circolare, solo il 58,6% dei tessuti raccolti è stato giudicato idoneo al riuso.

Il resto consiste in tessuti troppo usurati, umidi o sporchi che vanno a smaltimento, a combustibile o in discarica. I volontari delle associazioni di raccolta lo constatano ogni anno: i depositi di vestiti esplodono, ma una parte significativa non è riutilizzabile.

Criteri per una donazione tessile utile

  • Il vestito è pulito, asciutto, senza macchie importanti né odori persistenti. Un passaggio in lavatrice prima della donazione è spesso sufficiente.
  • Le cerniere, i bottoni e le cuciture sono in buone condizioni. Un piccolo strappo è accettabile, ma un jeans con l’interno coscia strappato non sarà rimesso in vendita.
  • Le scarpe sono donate a coppie, legate insieme, con suole ancora aderenti.

Applicare questi criteri richiede solo pochi minuti e cambia direttamente il tasso di riuso nelle strutture che recuperano le vostre donazioni.

Negozio solidale, mercatino dell’usato o piattaforma online: il circuito conta

Tutti i canali di seconda mano non sono uguali in termini di impatto. Uno studio commissionato da Oxfam ha confrontato tre circuiti: negozi solidali, mercatini dell’usato commerciali e piattaforme tra privati. Risultato, i negozi solidali mostrano l’impronta di carbonio più bassa, grazie a una raccolta e una redistribuzione locali.

La differenza sta nella logistica. Su una piattaforma online, ogni oggetto viene spedito singolarmente, spesso imballato in nuovi materiali, talvolta su lunghe distanze. In un negozio solidale, gli oggetti arrivano in lotti, vengono selezionati in loco e rivenduti a pochi chilometri dal loro punto di raccolta.

Scegliere il proprio circuito in base all’oggetto

Per mobili, elettrodomestici o oggetti ingombranti, le risorse e le associazioni locali rimangono il canale più adatto. Dispongono di veicoli per la raccolta e spazi di stoccaggio. Per vestiti e libri, i ritorni variano su questo punto, ma un deposito in contenitore tessile o in negozio solidale rimane più efficace di una spedizione postale individuale.

Per oggetti per l’infanzia o giocattoli, i mercatini organizzati dalle scuole o dai centri sociali consentono un riuso diretto, senza intermediari logistici.

Nonna e nipote che selezionano insieme oggetti quotidiani in scatole per donarli invece di buttarli

Riuso e legge AGEC: ciò che la regolamentazione cambia concretamente

La legge Anti-Spreco per un’Economia Circolare (AGEC) ha posto un quadro che modifica progressivamente le pratiche. Il divieto di distruzione delle giacenze invendute non alimentari, in particolare nel settore tessile, spinge i produttori e i distributori a organizzare filiere di donazione o riuso piuttosto che inviare le loro scorte in discarica o incenerimento.

Per i privati, l’effetto è indiretto ma reale. La rete dei punti di raccolta e riuso si sta densificando perché le filiere a responsabilità estesa dei produttori (REP) finanziano in parte queste infrastrutture. Oggi si trovano contenitori tessili, punti di raccolta volontaria per piccoli elettrodomestici e risorse nella maggior parte delle agglomerazioni francesi.

Un gesto che si inserisce in un sistema più ampio

Donare un oggetto in buone condizioni non è solo un gesto individuale. È un anello di un sistema che include raccolta, selezione, ripristino e redistribuzione. Quando questo anello funziona (oggetto pulito, funzionante, depositato nel posto giusto), riduce il volume di rifiuti da trattare e alimenta un’economia locale che crea posti di lavoro di inserimento.

Quando non funziona (oggetti rotti depositati sfusi, vestiti umidi, apparecchi incompleti), sovraccarica le strutture e devia le loro risorse dal riuso verso la gestione dei rifiuti.

La selezione a monte, a casa, rimane il leva più diretto. Prima di depositare un cartone da qualche parte, si può porre una semplice domanda: questa persona, aprendo questo sacco, troverà qualcosa di utilizzabile immediatamente? Una donazione ben preparata ha più probabilità di essere riutilizzata rispetto a una donazione sfusa. È qui che si gioca la vera seconda vita degli oggetti.

Perché donare invece di gettare? Offri una seconda vita ai tuoi oggetti